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parole tecniche e numeri che volarono irritati da un angolo all'altro della sala da pranzo.
- Il direttore - sbuffò Aldo quando chiuse - il solito menagramo. Quello è la mia dannazione. Se non la pianta con i piagnistei io lo distruggo, quello lì. Ah, ma cos'è che si diceva? Ah sì, Venezia, ecco cosa volevo dire. Ormai è deciso e tu dovresti venire con me. Ci saranno naturalmente mogli amiche amanti tra party shopping, e un po' di musei non dovresti annoiarti… - Aldo non riuscì a continuare, di nuovo un cellulare gli portò via la parola e il filo del discorso. Questa volta era uno del direttivo dell'Associazione industriali, argomento: organizzazione e programma dell'assemblea, che Aldo si portò avanti e indietro a zig zag tra cassettone e cristalliera, approvando, correggendo e aggiustando qua e là per una buona manciata di minuti. Adriana riprese a sfogliare il libro che aveva tra le mani. Forse in cerca del punto cui era giunta, forse per il piacere sottile del tatto con qualcosa che amava, lasciando intanto liberi i pensieri come gabbiani in ala.
- Eccomi qui - riattaccò Aldo, facendo volare il cellulare sul divano - dunque per Venezia. Ho già dato il tuo ok naturalmente. Adriana posò il libro, si alzò e andò alla finestra. Volgendo le spalle a suo marito, restò a guardare il tiglio, a quell'ora una festa di foglie dorate.
- Fai tutto tu - disse a voce bassa - e se io avessi già un impegno?
Ad Aldo sembrò strano.
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Parole e numeri.
Che volarono irritati da un angolo all'altro della sala da pranzo.













